Sfogliando i titoli dei vari capitoli, uno mi ha colpito in particolare modo, quello dedicato al malware e a chi scrive i virus, ed ho deciso di approfondirlo. Innanzitutto, occorre precisare che la parola più frequentemente usata dai media per indicare chi scrive i virus è "hacker", anche se la parola corretta sarebbe "cracker" che in inglese significa colui che entra abusivamente in sistemi altrui e li manipola allo scopo di danneggiarli (cracking). Infatti, mentre i primi hanno scopi essenzialmente costruttivi, i secondi sostanzialmente distruttivi, pur avendo in comune alcune tecniche.
I cracker "attaccano" il sistema informatico principalmente in due modi: con l'attacco locale e quello esterno (remoto).
Per far sì che rimanga invisibile all'amministratore di sistema, è essenziale che il cracker faccia sparire le proprie tracce, tramite l'eliminazione o la modifica dei file di log (registri che tengono traccia delle operazioni degli utenti), la modifica dei file eseguibili affinché le operazioni risultino invisibili e l'inserimento di codice direttamente all'interno del kernel che modifica e "dirotta" le chiamate di sistema. Queste operazioni vengono spesso automatizzate e riassunte tramite dei software chiamati rootkit.
Scrivere virus non è considerato illegale negli Stati Uniti e in alcuni altri paesi ma viene considerato tale solo quando un virus entra in un sistema senza permesso o viene utilizzato con intento maligno.
Purtroppo non ci possiamo difendere completamente dagli attacchi di questi cracker che creano continuamente virus molto pericolosi, anche se un consiglio molto utile, come ha detto il nostro prof. Formiconi, è proprio quello di non usare Windows, per limitare i danni al pc.
Ecco i siti dai quali ho preso informazioni:
www.wikipedia.it
www.microsoft.com
sabato 3 novembre 2007
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1 commento:
Ok Susanna
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